Rifare il sito: cinque segnali che è il momento
Risposta breve: un sito non scade, ma invecchia. Se da smartphone è scomodo, se le informazioni non sono più vere, se ti vergogni un po' a dare l'indirizzo, è il momento di rifarlo. Ecco i segnali da non ignorare.
Cinque segnali
- Da telefono è faticoso. Testi minuscoli, pulsanti troppo vicini, pagine da ingrandire con le dita. Oggi la maggior parte delle visite arriva da lì.
- Le informazioni sono vecchie. Servizi che non offri più, prezzi cambiati, foto di anni fa, un team che non esiste più.
- Non sai più come modificarlo. Chi l'ha fatto è sparito, il sistema non si aggiorna, ogni piccola modifica è un problema.
- Nessuno ti contatta dal sito. Le richieste arrivano da passaparola e social, mai da lì.
- Non ti rappresenta più. La tua attività è cresciuta, il sito è rimasto quello dell'inizio.
Rifare non vuol dire ricominciare da zero
Un rifacimento serio non butta via tutto. Si parte da ciò che funziona già:
| Da conservare | Perché |
|---|---|
| Il dominio | È il tuo indirizzo, quello che clienti e Google già conoscono |
| I testi che funzionano | Vanno aggiornati, non cancellati |
| Gli indirizzi delle pagine importanti | Se cambiano, vanno reindirizzati ai nuovi, per non perdere visibilità su Google |
| Recensioni e lavori | Sono le prove accumulate negli anni |
L'errore da evitare
Rifare il sito solo per cambiarne l'aspetto. Un sito più bello ma con gli stessi problemi (informazioni nascoste, contatti difficili, testi vaghi) resta un sito che non lavora. La domanda giusta non è "come deve essere?", ma "cosa deve trovare subito chi arriva?".
Quando rifacciamo un sito partiamo da qui: cosa cerca il visitatore, cosa deve trovare in pochi secondi, cosa si può togliere. Spesso il nuovo sito ha meno pagine del vecchio, e funziona molto meglio.



