Come scegliere il dominio giusto per la tua attività
Risposta breve: un buon dominio è corto, si scrive come si pronuncia ed è intestato a te. Non serve infilarci parole chiave per piacere a Google: serve che un cliente lo ricordi e lo scriva giusto al primo tentativo.
La prova del telefono
Prima di registrare un dominio, fai questa prova: dettalo al telefono a qualcuno, senza fare lo spelling. Se ti chiede "con una o due elle?", "col trattino?", "si scrive con la k?", il dominio non è ancora quello giusto.
Il tuo dominio verrà detto a voce, scritto su un biglietto, stampato su una copertina, letto in una firma email. Ogni esitazione è un cliente che finisce sul sito sbagliato, o su nessun sito.
I criteri che contano davvero
- Corto: meno caratteri, meno errori. Due o tre parole al massimo.
- Senza ambiguità: evita lettere doppie difficili, numeri ("2" o "due"?) e parole straniere che pochi sanno scrivere.
- Senza trattini, se puoi: a voce si perdono, e sembrano una seconda scelta.
- Durevole: il tuo nome o quello dello studio regge vent'anni; "consulenzasocialmilano" no, se domani lavori in tutta Italia o cambi servizio.
- Coerente con il nome su Instagram, sui biglietti, sull'insegna.
.it o .com?
| .it | .com | |
|---|---|---|
| Ideale per | Attività che lavorano in Italia | Progetti internazionali |
| Percezione | Locale, vicino | Generico, globale |
| Disponibilità | Più facile trovare nomi liberi | Molti nomi corti già presi |
Se lavori con clienti italiani, il .it è quasi sempre la scelta più naturale. Se il nome è libero in entrambe le versioni e il budget lo permette, registrarle tutte e due e far puntare la seconda sulla prima evita che qualcun altro la usi.
Il mito delle parole chiave nel dominio
Molti pensano che un dominio come "avvocato-divorzi-milano.it" aiuti a salire su Google. Google ha smentito: avere una parola chiave nel dominio non rende un sito più rilevante per quella parola (John Mueller, Google, 2020). Anzi, un dominio troppo descrittivo ti lega a un servizio e a una città, e diventa un limite quando l'attività cresce.
Quello che conta per Google sono i contenuti del sito, la sua velocità, la sua chiarezza. Il dominio deve solo essere facile da ricordare.
Due dettagli da non dimenticare
- Intestatario: il dominio deve essere registrato a tuo nome, non a quello di chi ti fa il sito. È l'unico modo per restare libero di cambiare fornitore.
- Email professionale: con il dominio puoi avere un indirizzo come nome@tuodominio.it. Una firma con un indirizzo Gmail, accanto a un sito curato, stona.
Nel nostro servizio di creazione siti la registrazione del dominio è inclusa, e il dominio resta sempre di tua proprietà, anche se un giorno decidi di cambiare strada.



